LETTERA ACI SOCIALI FVG – carenza di personale nei servizi infermieristici

5 Ottobre 20News

Udine, 28 settembre 2020.
Prot. n. 578.

Spett.le
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
alla c.a.:

– del Vicepresidente ed Assessore alla salute,
politiche sociali, disabilità
dott. Riccardo Riccardi

– dell’Assessora al Lavoro, formazione,
istruzione, ricerca università e famiglia
dott.ssa Alessia Rosolen

OGGETTO: carenza di personale nei servizi infermieristici.

Questo documento fa seguito all’incontro del 17.9.2020, tenutosi a Udine tra i rappresentanti della Cooperazione regionale (Federsolidarietà Confcooperative, Legacoop sociali ed AGCI Solidarietà) e i Presidenti degli ordini delle professioni infermieristiche di Pordenone, Gorizia, Trieste e Udine.
Le parti si sono confrontate in merito alla carenza di infermieri sul territorio, con l’obiettivo di individuare alcune proposte da sottoporre agli organi politici competenti, per risolvere tale criticità.

L’analisi dei dati ha rilevato principalmente i seguenti elementi:

  1. Case di riposo e servizi residenziali per disabilità, ecc. sono nella impossibilità a garantire l’inserimento in organico di nuovi infermieri a seguito di dimissioni per assunzioni nel settore pubblico, aggravati dall’aumento dei concorsi causa Covid.
  2. Quasi azzeramento delle richieste di riconoscimento del titolo di infermiere da infermieri provenienti da paesi esteri, soprattutto dai Paesi dell’Est, che nel passato avevano garantito un bacino di assunzioni importante (Dati OPI dicono che da 20-30 richieste si è passati a 1-2)
  3. Servizi prestazionali (ambulatori, carceri, servizi a domicilio per persone gravi-gravissime, ecc.): le cooperative gestori dei servizi per conto delle aziende sanitarie in diversi casi iniziano ad essere impossibilitate a garantire le prestazioni e, pertanto, stanno decidendo loro malgrado di non stipulare i contratti. Il rischio è la riduzione/eliminazione dei servizi, fatto grave pensando alla fragilità delle persone assistite e delle loro famiglie.

Gli OPI hanno riferito inoltre che, a fronte della loro proposta di aumentare di 100 unità i corsi di Laurea in Infermieristica, l’Università di Trieste è riuscita ad attivare solamente 20 ulteriori iscrizioni (da 250 a 270 rispetto alle 350 richieste). Sul punto le parti ritengono necessario un intervento da parte della Regione Friuli Venezia Giulia di supporto alle Università territoriali perché il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca stanzi le risorse necessarie all’aumento dei posti, almeno come richiesto.

Un ulteriore elemento di riflessione riguarda le condizioni contrattuali di chi opera nelle cooperative e comunque nei servizi affidati esternamente. Sul punto si rileva che già le aziende sanitarie attivano delle selezioni con un costo di 30-35 euro/ora, mentre tantissimi servizi sono appaltati / convenzionati ancora a 22-24 euro/ora, comprese le convenzioni con le case di riposo e i servizi semiresidenziali. Sul punto i rappresentanti delle cooperative segnalano una evidente sperequazione ormai inaccettabile e danno piena disponibilità a prevedere delle integrazioni salariali, ove l’Ente Pubblico appaltante o firmatario di convenzione, eroghi le risorse necessarie, in quanto contrariamente gli enti gestori (sia del privato sociale che del privato di mercato) subirebbero una perdita economica e sarebbero costretti a chiudere le attività.
Viene evidenziato che il privato in appalto o convenzionato eroga le prestazioni per conto della pubblica amministrazione e, quindi, dovrebbe beneficiare delle stesse condizioni. Purtroppo spesso l’appalto o la convenzione vengono visti dal settore pubblico come escamotage per risparmi sul proprio bilancio.

La situazione rilevata, che impatta negativamente sui servizi territoriali, porta ad alcune conseguenze inevitabili. Tutti i servizi al cittadino sono parte di una grande rete. Se salta un “nodo” della rete, l’intera rete rischia di collassare.

In sintesi, la carenza di infermieri porterà a chiudere o ridurre alcuni servizi territoriali. Nelle strutture che accolgono persone fragili, per esempio le case di riposo per anziani non autosufficienti, si avrà l’effetto di una riduzione del servizio (anche in chi oggi eroga minutaggi superiori alla normativa), con aumento dei ricoveri ospedalieri. Trattandosi di circa 8.000 posti letto, è evidente quale potrebbe essere l’impatto sull’organizzazione degli ospedali.

Purtroppo il sistema è in ritardo, ed è difficile individuare soluzioni a breve.

Si propongono alcune linee strategiche nell’immediato (1 anno) e nel futuro (3 anni):

NEL BREVE PERIODO

  1. Consentire per i dipendenti pubblici (su base volontaria) ed entro i limiti stabiliti dalla legge la possibilità di effettuare prestazioni anche nel settore privato. Questo potrebbe permettere di coprire almeno una parte dei servizi resi a prestazione (per es. budget di salute, assistenza domiciliare, ecc.). Non risolve però il problema della carenza di infermieri per le attività in cui viene richiesta una continuità (per es. case di riposo)
  2. Attraverso risorse stanziate ad hoc dagli enti competenti, prevedere un integrativo salariale per il personale operante sul territorio in appalto o in convenzione, per adeguare i costi sui 30-35 euro/ora come avviene per il settore pubblico, e ridurre il numero di infermieri che decidono di lasciare i servizi territoriali per questo motivo. Questo potrebbe anche portare ad una nuova appetibilità per un trasferimento dall’estero nella nostra regione da parte di personale infermieristico.
  3. Le cooperative chiedono, ove sia verificata la tenuta giuridica, di prevedere che i vincitori di un concorso pubblico debbano rimanere almeno 5 anni a lavorare sul territorio regionale. Tale condizione serve per ridurre il numero di infermieri che partecipano nella nostra regione già con  l’intenzione dopo pochissimo tempo di trasferirsi in altre regioni, generando di fatto un meccanismo continuo di concorsi.
  4. Le cooperative chiedono che la Regione intervenga presso il Governo nazionale, per sollecitare tempestivi accordi con altri Stati Esteri, al fine di reclutare in tempi rapidi il personale infermieristico ed altrimenti specializzato necessario.

NEL MEDIO-LUNGO PERIODO

  1. Aumentare sensibilmente i posti del corso di Laurea in Infermieristica (prevedere possibilmente un raddoppio).

RingraziandoVi per l’attenzione, cogliamo l’occasione per inviarVi cordiali saluti.

Le/i presidenti
(Giada Pozzetto, Luca Fontana, Gian Luigi Bettoli)

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